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GLI ORGANI STORICI

pubblicato il 18 Novembre 2015 alle ore 15:11 | Special Places

Pistoia può vantare una illustre tradizione organaria, che l’ha vista protagonista di scambi culturali con diversi paesi del mondo, primo tra tutti il Giappone.
L’imperatrice giapponese, infatti, grande appassionata di organi, ha visitato la città di Pistoia, proprio grazie alla sua ricchezza dal punto di vista dell’arte della realizzazione di questi strumenti.
Nel Palazzo Comunale, l’imperatrice Michiko lasciò tutti senza parole quando si esibì nell’esecuzione dell’Ave Maria di Gounod.

Le origini dell’arte organaria nella città di Pistoia si possono far risalire al lavoro di alcuni grandi maestri del 1500 e 1600, provenienti da altre città toscane, ma fu nella seconda metà del ‘700 che l’arte organaria a Pistoia fece un salto di qualità, grazie alla realizzazione da parte del gesuita fiammingo Willem Hermans di uno splendido organo a canne con trasmissione meccanica, nella chiesa di S. Ignazio di Loyola, preso come  modello nelle epoche successive.

Nella seconda metà del Settecento comincia ad affermasi una produzione locale legata alle famiglie Tronci ed Agati. I fratelli Antonio e Filippo Tronci furono i capostipiti di una progenie di organari che, con l’acquisizione nel 1883 della ditta Agati, assunsero il monopolio della produzione in città.

Questa produzione, fiore all’occhiello di Pistoia, fu fonte di sostentamento per i cittadini, come sottolineava Giuseppe Vallardi: “In Pistoia si fabbricano dei buoni Organi e la manifattura del ferro serve alla sussistenza di una gran parte del popolo basso”.


Il lavoro dei Tronci e degli Agati era conosciuto ben oltre i confini regionali. Don Umberto Pineschi ci racconta infatti che “i Tronci e gli Agati costruirono non solo per la Toscana e le altre regioni italiane, ma anche per la Corsica e per il sud est della Francia, per il Medio Oriente e per l’America Latina. Organi Pistoiesi furono installati, per esempio, al Teatro Costanzi di Roma, nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme e al teatro Colon di Buenos Aires. Se il primo ed il terzo sono scomparsi, quello di Gerusalemme, però è tuttora al suo posto”.

Dopo una fase di flessione nell’attività di produzione di questa eccellenza pistoiese, la rinascita degli organi storici a Pistoia cominciò negli anni Settanta quando, sulla scia di alcuni restauri di organi in chiese del territorio, nacque nel 1975 nacque l’ Accademia di Musica Italiana per Organo, prima nel suo genere in Italia, a cui aderirono organisti provenienti da tutto il mondo che volevano cimentarsi sugli strumenti che via via venivano recuperati.


La Fondazione Accademia di Musica Italiana per Organo promuove ancora oggi questa cultura musicale attraverso  iniziative, concerti, corsi, pubblicazioni.
L' Accademia è gemellata con la città di Shirakawa (Gifu) in Giappone, dove annualmente organizza un corso di interpretazione di musica organistica, attività per la quale ha ricevuto la visita dell' Imperatore giapponese.




CREDITI IMMAGINE:
www.accademia-organo.it
www.originalitaly.it
bingwallpaper.anerg.com

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